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Lascito Proment

comune di Courmayeur

Google Maps | AOSTA › 34 km | TORINO › 148 km | MILANO › 220 km

Superfici e volumi

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Superficie lorda di pavimento: 535 m²

Superficie parco:  m²

Assetto proprietario

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Proprietà: Pubblica / Regione Valle d'Aosta

Classificazione urbanistica

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L’edificio rientra in zona B del PRG “Insediamenti esistenti in area urbana” Il manufatto rientra negli ambiti inedificabili riferiti all’art. 36 - Inondazioni come area FC - Area di inondazione per piena catastrofica

Stato di conservazione

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edifico/i in pessimo stato di conservazione con evidenti problematiche dal punto di vista strutturale

Qualità architettonica

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L’edificio è di interesse storico. Abitato nei primi anni del ‘900 da Alexis Proment, noto guida alpina, e da sua moglie Giuseppina Perrod, la struttura è stata donata al comune in nome della loro figlia, con lo scopo di ospitare l’asilo per i bambini. A causa di una lunga serie di cambiamenti amministrativi e di altri motivi, l’uso previsto non si è mai realizzato; al contrario, nel corso degli anni, ha ospitato diverse occupazioni. L’edificio si sviluppa su tre piani sopra il livello stradale, con un sottotetto. Un edificio adiacente è composto da due piani fuori terra. La struttura sembra relativamente intatta nella sua struttura, ma è evidente il suo stato di abbandono e degrado.

Qualità paesaggistica

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Nonostante la posizione in un’area urbana e la vicinanza alla strada, l’edificio ha una forte relazione con il paesaggio circostante, offrendo viste verso le piste e le cime ad ovest.

Potenzialità, criticità, vocazioni e possibili destinazioni d’uso

Il futuro dell’immobile

P

Potenzialità

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  1. edificio d’interesse storico
  2. posizione centrale e strategica nel contesto urbano del capoluogo
  3. presenza di servizi e attività già consolidate che possono entrare in sinergia con eventuali nuovi interventi
O

Criticità

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  1. possibili vincoli sull’immobile donato in lascito
  2. investimento significativo
1

Vocazioni

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Le dimensioni, la posizione e la storia variabile dell’utilizzo dell’edificio consentono di considerare una varietà di funzioni, da integrare con gli edifici circostanti, ad esempio: /centro per smart working /housing per lavoratori stagionali /scopo educativo /struttura ricettiva

Schede correlate

Complesso Delta Sider

La Thuile

L’edificio in oggetto rappresenta una piccola parte del villaggio minerario di Villaret, fino al 1985 di proprietà della Delta Sider. Il manufatto, di epoca precedente rispetto agli edifici riportati nella scheda successiva, ospitava il centro direzionale con gli uffici tecnici ed amministrativi. L’edificio risulta compatto e probabilmente costruito in muratura portante in pietra. Gli spazi sono distribuiti su due piani fuori terra più il sottotetto e l’edificio ha una forma ad “L” con l’ingresso prospicente la strada. Al piano terra vi è un ampio spazio che ospitava la sala da pranzo con annessa cucina, mentre al piano superiore si trovavano gli uffici con i relativi servizi.

Ex IPR, località Liarey

Morgex

L’edificio è situato nella località Liarey, accanto alla strada regionale che porta alla frazione di Previllair. Si sviluppa su due piani fuori terra, oltre a una mansarda non abitabile. La costruzione risale agli anni ‘50 e non presenta particolari caratteristiche architettoniche distintive. La sua forma è allungata, orientata in direzione nord-sud. Lo stato di degrado della struttura è evidente dall’esterno. Poiché si trova parzialmente in zone ad alto rischio di frana e inondazione, risulta molto difficile effettuare interventi sulla struttura.

Villaggio Pera Carrà

La Thuile

È noto che a partire dall’Ottocento, in territorio valdostano, si sono sviluppate diverse concessioni minerarie. Il villaggio Pera Carà a La Thuile rappresenta uno dei maggiori esempi di sviluppo intorno all’attività mineraria del carbone. Il villaggio minerario di Villaret, composto anche dal manufatto schedato precedentemente, oggi risulta quasi completamente in stato di abbandono e in condizioni fortemente precarie. Gli edifici in oggetto comprendono le baracche che storicamente rappresentavano il campo di prigionia per i prigionieri impiegati nelle miniere prevalentemente dopo il secondo conflitto mondiale. Le baracche sono realizzate con struttura in calcestruzzo armato e sono visibilmente soggette a fenomeni di degrado importanti. Nel 1966 le miniere sono state definitivamente chiuse.